Brusco Lambrusco

Reggio Emilia – Albinea – Sagra del Lambrusco – Piazza Cavicchioni 

Mi avvicino ad uno stand con le mie due colleghe di corso.
Una signora siede con aria stanca sorreggendo il capo tra le mani; ci guarda come chi ha solo voglia di andare a casa e non stare a servire baldi giovani ubriaconi.
Il signore incrocia le braccia e attende comandi. E cautamente rassegnato.
Sento che devo trasmettere segnali di speranza.
Perché sì, ne sapremo forse poco di vino, ma siamo interessate a CONOSCERLO, appunto. E non solo a tracannare.
Tra un assaggio e l’altro, domandiamo di loro, chi sono, cosa fanno.
E qui si apre la grande user experience.
La signora è la rappresentante aziendale e tra i denti ammette che lei no, predilige l’acqua.

“Alcuni clienti vogliono sapere qual è il mio vino migliore, ma non c’è. Tutto ruota in base ai propri gusti”.

Siamo alle solite, non ci sono vini buoni o cattivi. Ci sono diversi tipi di vini.
Produzioni più incentrate al volume che al valore, coltivazioni più dedicate di altre, aziende grandi e tenute agricole.

Il loro lambrusco parla di terreni collinari e sabbiosi.

Ha personalità.

Interviene anche il signore vicino a lei, che  presenta come “quello che sta in campo” e scopriamo la sua grande passione per i formaggi.

“Ci sono volte che quando ordino un tagliere,  faccio levare il salume” dice tra i denti.

Il viso è disteso, sciolto da formalità e ruoli.

Si parla tra persone.

Momenti di deliziosa piacevolezza.

Atmosfere ruvide invece con un incamiciato giovane rampante, portavoce della sua realtà vinicola attraverso un vino bianco autoctono reggiano.

Comincia a cantilenare guardando tutto fuorché le interlocutrici.
Sono infastidita.
Sfoggia il pezzo da novanta con:
“[..]immagino che voi abbiate degustato l’annata 2016 per capire di cosa io stia parlando“.

Finalmente ci rivolge lo sguardo dall’alto dei suoi terreni collinari, attendendo la risposta che confermi quanto sia stato inutile aprire la sua boccucia.

Questo vino non solo non era di mio gusto (per me piatto) era anche sorprendentemente meno tannico del suo padrone.

Il VinItaly è a Verona non ad Albinea, comunque.


Link:

➡  Sagra del Lambrusco  di Albinea🍷

➡ Azienda Agricola Reggiana

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Caramelle dagli Sconosciuti

Metro Lisbona. Linea Gialla.

Ore 19.20 circa.

Vedo un uomo anziano prendere posto davanti a me.

E’ insieme ad una signora.

Si siede con fare un poco grezzo, parla con un tono leggermente alto.

Tutti mi appare alquanto sgangherato.

Non riconosco la lingua, anche se a tratti qualche suono mi richiama il portoghese.

Cerca nel borsello una confezione, di quelle, che mi sembrano caramelle. L’involucro è di un rosso gracchiante.

Lo guardo fugacemente mentre le porge alla signora insieme a lui.

“Immaginati se adesso le offrisse anche a me”.

Come letta nel pensiero, lo vedo girarsi verso di me invitandomi a cogliere il suo semplice e dolce dono.

SONO ATTONITA.

Per istinto e forse anche per insegnamenti infantili diventati schemi mentali, rifiuto.

Ma tirando fuori un sorriso che mi schiaccia la faccia.

Finisce la nostra conversazione.

Rompere i muri invisibili di quella indifferenza partorita da una aggregazione di persone, derivante per di più dalla casualità e dalla condivisione di un obiettivo comune per breve tempo (arrivare dal punto A al punto B). Tutto ciò non basta però a creare collettività e vicinanza.

Come ovvio che sia.

A volte però è così esasperante.

 

Quell’uomo è entrato in una cantina buia con una torcia accesa.